Il circuito di Modena.
1968 è di quell’anno la mia fonte cartacea.
Ultimamente si è letto e sentito su circuiti cittadini da poter fare e di storici uscire (spero sempre temporaneamente) dal circus della Formula 1 questa datata fonte spero possa incuriosire e far capire che la cosa non sia una “novità”.
Individuarono una zona adatta e decentrata per il nuovo circuito di Modena viste le previste dimensioni e comprese tutte le sue pertinenze; box parcheggi spalti ed altro.
Nel 1968 il sindaco di Modena era Triva e con l’Automobil Club cittadino guidato dall’Ingegner Orlandi aveva iniziato a pensare al progetto, con loro anche Luigi Bertett presidente dell’ACI che vediamo insieme al sindaco in una delle due fotografie.
La data di fine lavori ipotizzata il 1971 con i lavori dover iniziare nei primi mesi del 1969.
Partendo dall’area in cui già si trovava il vecchio autodromo di Via Emilia da incrementare con nuove strutture, con un programma che entrava nel piano regolatore e i suoi fautori molto convinti che potesse incrementare tutte le attività industriali ed artigianali e soprattutto sportive (non solo modenesi ma dell’intera regione), per finanziare l’opera veniva costituita una nuova società formata dagli Enti promotori e la gestione affidata all’Automobile Club di Modena.
La presenza di Bertett sembrò convincere anche i più scettici.
Avere nel progetto una figura così importante come il Presidente dell’ACI voleva e doveva togliere ogni dubbio sulla fattibilità ed imminente inizio dei lavori, consideriamo anche che alla presentazione del progetto erano presenti anche alcuni importanti costruttori:
- Ferrari.
- Orsi.
- Stanguellini.
- Ugolini per la De Tomaso e la serenissima.
- Dei responsabili per Lamborghini e Tenco.
Cittanova il nome scelto per il circuito di Modena.
La zona prevista quella delle Ville Suburbane di Marzaglia Cittanova, con una pista di 5.500 metri lineari e tre i percorsi:
- 5.380 quello completo.
- 3.040 il misto.
- 2.380 il veloce.
Compresero anche una striscia correre parallelamente lungo il circuito per consentire l’intervento dei mezzi di soccorso o recupero.
A capo del progetto per il circuito di Modena l’ingegnere capo del Comune d Modena Cavatuzzi.
Coadiuvato dall’ngegner Angelo Orlandi durante la presentazione del progetto, ad avvalorare la fattibilità ed utilità del progetto anche l’Ingegner Enzo Ferrari che ne evidenziava l’importanza ed utilità non solo per le gare ma anche per lo sviluppo di nuove auto a prescindere che fossero dei prototipi o già pronte per la produzione.
La posizione prevista era all’incrocio dell’Autostrada del Sole della Statale 12 Abetone Brennero e 9 Via Emilia e all’arrivo della nuova autostrada Brennero Modena, con 50 mila i metri per “altro” previdero anche un’area di quelle dimensioni da poter destinare a nuove officine o altre iniziative private, una sorta di piccola città dei motori dentro Modena.
Le velocità medie del circuito di Modena.
Nelle previsioni intorno ai 150 chilometri orari, contenute per poter evitare il più possibile incidenti con un rettilineo di quasi un chilometro e curve di ampio raggio e delle chicanes.








