Serenissima Prototipo.
1968 da Formiggine arrivava questo prototipo voluto dal Conte Giovanni Volpi di Misurata.
Due le versioni dei motori (montati posteriormente da tre litri e tre e mezzo ambedue da otto cilindri), con la prima essere vista all’autodromo seppur in una versione non ancora definitiva, il motore tre litri con una potenza di circa 300 cavalli a 8.500 giri/minuto.
Le carrozzerie molto aerodinamiche venivano realizzate direttamente nelle officine Serenissima a Formiggine.
Un marchio sportivo che veniva fondato a Modena nel 1966.
Con una vita piuttosto breve visto che nel 1971 già chiudeva, il Conte utilizzò lo stesso nome di una scuderia automobilistica che patrocinò qualche anno prima e che schierava vetture Sport Ferrari e Maserati, seguirono delle A.T.S. e con il marchio di Sasso Mrconi il Conte iniziò ad avere dei rapporti “più stretti” dovendone curare gl aspetti organizzativi per le competizioni, ma fu per un breve lasso di tempo viste le forti incomprensioni niziate quasi subito (1965).
Nel giugno del 1965 con il Dottor Valerio Berghinz ed alcuni ex tecnici A.T.S. fondava la Serenissima Automobili s.r.l e poco dopo arrivava il tecnico inglese Alf Francis, iniziava la produzione nell’agosto del 1966.
L’Ingegner Massimino il progettista del primo motore della Serenissima.
Un otto cilindri a V 3,5 litri con distribuzione bialbero in testa quattro carburatori doppio corpo, 350 cavalli e montato sulla Jungla GT auto realizzata nel 1966 (seguiva alcuni prototipi progettati nel 1963) con telaio tubolare e carrozzeria in alluminio, capace di raggungere i 280 chilometri orari (prodotta in un numero limitato di pezzi), gli seguiva la Agena GT coupè a due posti che riprendeva gli schemi del modello precedente con motore 8 V da tre litri nel 1969, nello stesso periodo la Sport Prototipo di oggi e una monoposto Formula Libera (motore Serenssima e tealio di Alf Francis) poco dopo la McLaren (telaio inglese) Serenissima (il motore) da Formula 1.
I primi motori da tre litri erano di origine A.T.S. con il blocco motore praticamente identico, montati su dei prototipi visti in occasione di alcune prove o gare di minor importanza.
Alf Francis il Direttore Tecnico della Serenissima insieme a Nello Ugolini come Direttore Tecnico.
Voleva portare la potenza di quel motore sui 320 330 cavalli a 9.500 giri/minuto e una veniva iscritta 24 Ore di Le Mans del 15 16 giugno 1968, per collaudarla ingaggiarono il pilota inglese Jonathan Williams che nei primi test raggiungeva una velocità media di 145 chilometri orari su percorso molto bagnato.
Serenissima Prototipo Colotti il cambio a cinque marce.
Montato durante i test sulla pista modenese e che nelle intenzioni doveva dotare anche la versione da tre litri e mezzo otto cilindri con una carrozzeria leggermente diversa.
1969 Serenissima Prototipo ancora Alf Francis, con un telaio in tubi leggeri.
La carrozzeria realizzata dalla Sport Cars, il motore da tre litri a otto cilindri testato sul banco prova di Sasso Marconi.
Particolare il materiale scelto per questa carrozzeria.
L’Avional alluminio allora utilizzato quasi esclusivamente per le costruzioni aeronautiche, lavorabile a mano con una chiodatura per “cucire le parti (non si poteva usare nessun tipo di saldatrice), soli 40 i chilogrammi del suo peso.
Flating colante la vernice.
Scelsero ancora un materiale prevalentemente se non esclusivamente usato solo per gli aerei.
Rispetto alla versione dell’anno precedente.
L’apertura delle portiere era perpendicolare, scorrevano sugli assi dove erano montati i serbatoi.
Il muso con un profilo diverso e più inclinato, il cofano si alzava dal parabrezza.
I piccoli fanali (incorporati sul dorso che passa sulle ruote e montati più in alto).
Ruote fuse in Elekthron con coperture già utilizzate sui prototipi.












