Veicolo a cuscini di aria.
1716 Emanuel Swedenborg.
In quell’anno il filosofo e scienziato svedese che insegnava all’università di Uppsala ne studiò e realizzava un modello, un veicolo terrestre capace di muoversi su ogni tipo di superficie (non troppo accidentata o inclinata) in grado di portare i passeggeri da un lago ad una pianura.
1916.
Per la Marina Austriaca Dagobert Muller Von Thomamhul realizzava una barca torpedine a cuscini d’aria, quattro motori a scoppio con una potenza di 480 cavalli complessivi e una velocità massima di 75 chilometri orari, ma anche questa volta non si passò dal prototipo alla produzione, pochi anni doppo e sempre Thomamhul ne riprogettava un’altro ma ancora una volta rimasto unico esemplare.
1958.
L’inglese Cristopher Cockerell faceva seguire a cinque anni di suoi studi un suo primo e nuovo progetto.
1959.
Il 25 lugio Cockerell con un gruppo di tecnici percorreva il percorso Dover Calais andata e ritorno ad una velocità media di 46 chilometri orari, suo il merito di avergli dato quel nome che era lo stesso della società che lo realizzava la Saunders-Roe poi Hovercraft.
Veicolo a cuscini di aria, come funziona.
Uno strato intermedio di aria compressa deve ridurre il più possibile l’attrito fra il fondo del veicolo e la superfice che percorre rendendolo quasi sospeso, a prescindere che si trovi su un terreno o in un lago, necessarie anche delle appendici; “ali” sostentatrici; che oltre a renderlo più stabile sono necessarie per guidarlo.
Delle turbine ad aria molto potenti servono a fargli sviluppare quello strato e “sospenderlo” da terra, la propulsione tramite delle generose eliche spinte da motori a scoppio.
Veicolo a cuscini di aria, due le categorie:
a getto perifierico con ugelli sotto il pianale con la potenza aumentare in funzione del loro numero.
A getto ripartito con l’aria delle soffiante inviata come getto pieno e non anulare.
Condividono: le gonne, pareti inferiori laterali in materiale flessibile che trattengono il cuscino di aria, per mantenersi il più stabili possibile possono montare dei dispositivi di stabilizzazione.
Questi sono stati i primi esemplari di un veicolo molto particolare e sostanzialmente efficace.
Con un certo potenziale credo, ne ho visti pochi tre o forse quattro e un paio semidistrutti fermi in stato di abbandono in un’officina e in quella che era la sede di una associazione di soccorso, uno sano in una mostra su mezzi militari non recenti fra un piccolo aereoplano e un carrarmato, quando credo che oggi il maggior numero sia utilizzato per l’appunto dalle forze armate in vari paesi.
Ho trovato questo LINK con un elenco di prodotto e produttori.








