Jamathi.
Martin Mijwaart Jan Theil e Paul Lodewijkx quasi sessant’anni fa.
Tre uomini per un marchio olandese meteora, la loro motocicletta da 50 cmc riusciva a batterne con emblemi blasonati e evidenti maggiori possibilità finanziarie, (una cilindrata effettiva di 49,65) vinceva nel G.P. d’Olanda, quarta in Spagna e seconda in Belgio con il secondo posto nel campionato mondiale del 1968 e Il pilota Paul Lodewijkx diventare quasi un eroe nazionale.
1959 Jamathi gli inizi.
In quell’anno il tecnico Theil incontrava Mijwaart volendolo coinvolgere nella realizzazione di una nuova motocicletta special da 50 cmc per la categoria Junior.
Formavano la nuova società Jamathi (JanMArtinTHIel) nell’officina a Nederhorst Van Berg di Mijwaart.
Lavorandoci nei loro ritagli di tempo, dortando i primi esemplari di motori Royal Nord (azienda belga) con cambio a sei marce ma modificandolo con una distribuzione a disco rotante.
I cilindri Kleidler con teste elaborate in casa e ritocchi per due tempi.
Mijwaart iniziava a concentrarsi sul telaio, le saldature e molte delle lavorazioni alle macchine utensili.
Doppia culla continua in tubi fatto ex novo.
Mijwaart da pilota si laureava campione nella categoria Juniores.
Successo che convinse i due soci a trovare più tempo da dedicare alla loro special, molte le ore notturne trascorse nella piccola officina riuscivano a realizzare un loro motore.
Jamathi 1966.

Partendo da sinistra in questa foto vediamo Martin Mijwaart Jan theil e il pilota e valido co tecnico Paul Lodewjikx.
A loro si univa Paul Lodewijks giovane tecnico e pilota per provare a risolvere i tanti problemi d’affidabilità, lui cambiava il sistema di raffreddamento da aria ad acqua adattando un vecchio radiatore preso da una Ford Taunus, per eliminare soprattutto i problemi di carburazione causati della elevate temperature del carter pompa con un incremento del peso contenuto in soli quattro chilogrammi.

Jamathi con alla guida Paul Lodewjikx.
In casa realizzarono gli stampi per la testa e il cilindro contenendo il peso del loro blocco motore (rivisto) e la scatola del cambio in soli 17 chilogrammi con 55 il complessivo.
I pistoni realizzati in Germania dalla Mahle prendendo “ispirazione” da quelli montati sulla Suzuki 50 del 1962.
Da una vecchia NSU la frizione a secco.
Pochi i soldi a disposizione e di conseguenza molte le parti prese altrove e riadattate.
A quel radiatore e frizione presi da vecchie automobili si aggiungeva un freno posteriore e altre parti prese da una ex Suzuki da corsa, trovati sulla bancarella di un mercatino nella città di Amsterdam.
Ceriani le sospensioni acquistate facendo molti sacrifici.
Per testare alcune parti del loro motore utilizzarono alcune attrezzaure e macchinari dell’Istituto Tecnico di Delft.
Jamathi 1967.
Il nuovo cambio a nove rapporti ne migliorava sensibilmente le prestazioni.
In quell’anno un sesto e settimo posto nel Gran Premio d’Olanda e il sesto in Belgio.
Un nuovo marchio salvato da Arie Bant il concessionario Yamaha per Amsterdam.
Li scelse per realizzare dei tubi “potenziatori” per le moto giapponesi di serie, loro riuscivano ad incrementarne la potenza in cinque cavalli alla ruota.
Nello stesso periodo il Motor Racing Team Nederland iniziava a finanziarli sostenendone le spese di viaggio e dopo la vittoria nel gp di casa un premio di 500 Fiorini (100.000 Lire circa dell’epoca).
Successi e soldi che convinsero i tre amici a proseguire e a utilizzare parti più nuove con nello stesso periodo l’intenzione di progettare una seconda motocicletta da 125 cmc.
1969.
Nieto con il suo primo titolo iridato su Derbi si trovò contro due piloti olandesi, Aalt Toersen su Kreidler e LodewiJks su Jamathi.
Meteore fra le moto da competizione.











