Tonino Benelli su Benelli.
L’ultimo dei sei fratelli Benelli nasceva a Pesaro l’otto aprile del 1902.
Tonino utilizzò per la maggior parte delle gare una 172 cmc come cilindrata effettiva di serie opportunamente elaborata e con un’ottima messa a punto.
- Quattro tempi con distribuzione comandata da un albero a camme in testa con cascata di ingranaggi e magnete di accensione.
- Albero motore con volano esterno.
- Valvole inclinate di 90°.
- Due i tubi di scarico.
- Molle delle valvole a spillo sostituivano le iniziali cilindriche.
- Cambio separato della inglese Albion a tre rapporti con trasmissione primaria a catena e leva di comando a mano.
- Telaio rigido e anteriormente una forcella a parallelogramma deformabile.
- 11 cavalli a 6.500 giri/minuto e 130 chilometri orari la sua velocità massima.
Una curiosità, Antonio (detto Tonino) Benelli era così convinto nel voler diventare un pilota di motociclette che per convincere i poco convinti fratelli li minacciò dicendogli che lo avrebbe comunque fatto e senza il loro consenso su una moto della concorrenza, i fratelli convinsero l’inflessibile GIovanni che più di tutti si era opposto lasciando fare il fratello più piccolo.
Quei fratelli spinti dalla madre Teresa Boni Bonelli e fu lei a suggerire il vigoroso leone come simbolo.
Da vedova investiva tutti i risparmi di famiglia per aprire un’officina nel centro di Pesaro in via Mosca con 6 operai e vicinissima alla casa di Gioacchino Rossini, restandoci sino al 1916 costretti a spostare l’attività dopo il terremoto in via del Lazzaretto insieme a 1000 dipendenti.
Ogni fratello con una precisa carica:
- Giuseppe ingegnere progettista tecnico.
- Giovanni anche lui ingegnere in qualità di Direttore Tecncio.
- Filippo amministratore.
- Domenico a capo della sezione sportiva.
- Francesco il responsabile commerciale.
- Non ultimo Antonio (detto Tonino) che da piolta diede un sostanzioso contributo.
1911 gli inizi e nel 1919 il loro primo motore.
Un due tempi di 75 cmc il loro primo prodotto con il motore adattato su un telaio da bicicletta, seguiva un 98 con cambio a due marce e il 147 due tempi che Tonino portava in gara sostituito nel 1927 dalla 175.
1921 Milano Esposizione del Ciclo e Motociclo.
Eccoci con la prima vera motocicletta marchiata Benelli, era il Velomotore da 98 cmc a due tempi cambio a due rapporti separato disponibile nelle due versioni Sport e Turismo, seguita nel 1927 proprio dalla versione con cilindrata maggiarata a 147 cmc.
Nel 1924 l’11 maggio l’esordio del pilota Tonino Benelli.
La corsa in salita vinte la Parma Poggio di Berceto di 53 chilometri dove si classificava terzo e vincendo la Bergamo San Vigilio guidando la stessa moto, vinceva a Pesaro e Senigallia nei due anni successivi.
1927 Tonino Benelli su Benelli diventava lo slogan della giovane casa motociclistica.
Ancora a Monza e sempre per il Gran premio delle Nazioni vincendolo per poi ripetersi a Imola Perugia Vercelli Cremona, del Lario, Coppa del Mare a Livorno diventando Campione d’Italia.
1928 vinceva sui circuiti.
Del Lario Torino dei Monti Peloritani e Reggio Emilia, da vincente nel Gran Premio delle Nazioni a Monza e di nuovo diventava Campione d’Italia.
1929 Tonino Benelli su Benelli.
Il 05 ottobre si sposava con Maria Rattini di Sassocorvaro (PU) con due i figli nati Pietro e Paolo.
1930 ancora Campione d’Italia.
Titolo nazionale di classe vincendo sui circuiti del Lario Coppa del Mare di Livorno, la Targa Florio il Gran Premio Reale di Roma Pesaro ed ancora a Monza, diventava negli anni uno dei migliori piloti di moto con le piccole cilindrate.
1931 Tonino Benelli su Benelli e il suo ultimo anno da pilota vincente (Campione d’Italia).
Con una versione rivista della sua 175 cmc (cilindrata effettiva 173.8 cmc); con distribuzione a doppio albero a camme in testa ancora comandati dal treno di ingranaggi verticali con la tipica forma a T del carter; continuava a vincere il Gran Premio delle Nazioni e seguivano il Reale di Roma il Lario a Redipuglia e la Coppa del Mare a Livorno.
1932.
Francia vinceva il Gran Premio di Montlhèry da dominatore, il 27 novembre in una giornata molto piovosa sul circuito del Tigullio trovava un tratto viscido cadendo rovinosamente, veniva subito ricoverato nel vicino ospedale rimanendoci per lungo tempo tra la vita e la morte, una volta ristabilitosi tornato a casa ritirandosi dalle competizioni, scegliendo di occuparsi del reparto corse preparando e collaudando tutte le motociclette destinate a piloti.
Nello stesso anno spinti dal dover ampliare la loro fabbrica acquistavano i padiglioni della ex segheria Molaroni in via Principe Amedeo (ora Viale Mameli).
1934.
Sulla più recente versione della 175 cmc viene sostituito il cambio con un quattro rapporti comandato da un pedale a bilanciere, telaio rigido e forcella anteriore a parallelogramma deformabile con molla centrale, quasi 140 chilometri orari la velocità massima.
1937 Tonino Benelli su Benelli a Riccione.
Il 27 settembre stava tornando da Rimini percorrendo la curva di San Lorenzo arrivava un’automobile che invadeva la carreggiata causando un frontale mortale.
Ho volutamente tralasciato.
Alcune “vicende di famiglia” e i non pochi piloti che negli stessi anni si affermarono con il marchio Benelli, volendo centrare tutto su Antonio detto Tonino sicuro di dover provare a ricordare un pilota importante da avere un monumento, uno stadio ed un film a lui dedicati, confermandomi di stare scrivendo per uno dei protagonisti della nostra storia motoristica.










