Fantasia italiana.
E storia industriale negli anni ‘60.
Negli anni 60 molti italiani iniziavano ad interessarsi a barche ed oggetti da utilizzare per brevi spostamenti in mare o magari trovare un tratto di mare più pulito poco distante dalla spiaggia dove avevano l’ombrellone, un mercato che stava crescendo, che cercava di favorire certi desideri di chi non era un milionario, infatti oggi vedremo una serie di prodotti con alcuni decisamente molto particolari e “moderni” per quegli anni, sono quelli che hanno stupito chi sta scrivendo che non li aveva mai visti prima.
Facciamo tre passi indietro e torniamo nel 1957.
Con due piccole imbarcazioni:
Lo Squalo un idroscooter con motore Jlo da 75 o 150 cmc da massimo due posti proposto a Lire 260.000 con montato il 75 (40 chili di peso) e 300.000 con montato il 150 cmc (55 i chilogrammi del suo peso).
Katamar in poliestere da 65 chilogrammi proposto nel 1957 a Lire 198,000, quattro persone e motore fuoribordo da 100 cc per 18 chilometri orari come velocità massima.
La Fiera di Milano del 1960 – dal 12 al 27 aprile.
Li si videro per la prima volta le piccole imbarcazioni che seguiranno, in quel salone della nautica con un padiglione coperto e nel Piazzale Milano una darsena allestita per mostrare barche e motoscafi galleggiare.
Fantasia italiana i materiali.
Resine e plastiche con costi sensibilmente ridotti rispetto ad altri materiali e loro lavorazione, si utilizzavano stampi e spesso non era nemmeno necessaria una verniciatura, più resistenti e con una manutenzione minima, facili da pulire e riparare (senza dover sborsare grandi cifre o dover rimanere ferme per diverso tempo).
Monique.

Un piccolo motoscafo, si noteranno lo scafo in materiale plastico, le panche in legno per quattro posti e un volante da automobile.
- Una piccola barca da 3,60 metri di lunghezza, 1,20 di larghezza.
- 90 chilogrammi di peso.
- 250.000 Lire nel 1960.
Costruita utilizzando legno e vetroresina, alcune parti e il cruscotto rivestite in plastica imbottita.
Rosemarie (Pozzi Nautica).
- Quattro posti.
- 3,20 metri di lunghezza 1,35 di larghezza.
- 95 chilogrammi il peso.
- A 180.000 Lire.
Un prezzo decisamente competitivo per una piccola barca che se dotata di un motore sufficiente ed avendo un solo passeggero poteva addirittura essere utilizzata per lo sci nautico.
Daino (Cantiere Nautico San Marco).

Slogan e fotografia che facevano subito intuire che fosse più veloce di altri questo piccolo motoscafo.
- 3,62 metri e 1,37 le sue misure.
- 120 i chilogrammi del suo peso.
- Dotabile di un motore con una potenza che poteva andare da 9 a 22 cavalli.
- 315.000 Lire per un piccolo motoscafo sufficientemente veloce e con un disegno “sportivo”.
Ciao ciao (Pozzi Nautica).
- Fra i più economici visionabili alla Fiera di Milano di quell’anno, 3,70 e 1,35 le sue misure.
- Soli 65 chili di peso.
- Opzionabile un piccolo motore da 5 cavalli.
- Come partenza a Lire 135.000.
Fantasia italiana il Coccodrillo (produttore non trovato, posso ipotizzare un’azienda chimica specializzata).
Iniziamo con i prodotti molto particolari; quelli che si discostavano di più da una qualsiasi barca a motore o a remi; una specie di bicicletta con due galleggianti, da smontata stava in una comoda borsa (in dotazione) e soli 13 chili di peso, proposta a 40.000 lire.
Gabbiano (Pirelli).
- Un piccolo “gommone” da 2,60 metri e 95centimetri.
- In grado di trasportare sino a due persone (non troppo comodamente).
- 18 chilogrammi.
- 70.000 Lire.
Jo un motoscafo tascabile recitava lo slogan.
- Utilizzabile sia a vela che a motore con massimo 10 cavalli di potenza.
- Con camere d’aria e facilmente smontabile per poi essere messo nel baule di un’automobile
- 3 o 4 le persone trasportabili.
- Una piccola barca gonfiabile per 3,50 metri e 1,30 di larghezza.
- Stava nel baule anche di un’auto medio piccola una volta sgonfiato, pesava 54 chilogrammi.
- 210.000 Lire.
Skyvass.
- Pensati dall’Ingegner Vassena questi grandi sci d’acqua che con le “racchette” avevano un iniziale prezzo di listino di Lire 49.000.
- Che saliva a 55.000 se si decideva di acquistare la versione con tavola di legno a strisce che li univa trasformandolo in una piccola imbarcazione.
Sinceramente.
Sono nato nel 1971 e ho abitato a Desenzano del Garda prima di sposarmi ci vado spesso a trovare familiari ed amici.
Da piccolo ho frequentato la Fraglia Vela e camminato spesso vicino al porto o la più ampia zona con attraccate barche di vari tipi e dimensioni, così come qualche località marittima l’ho frequentata e continuo a farlo, ma di barche simili non ne ricordo neanche mezza, nessuna di certe dimensioni e caratteristiche, una bicicletta come la Coccodrillo o la Jo sinceramente vorrei averle viste, fra quelle proposte oggi sono le più particolari; incuriosito e piaciute; negli anni ‘60 pensare a cose così.














