Aprilia AF1 Sintesi – prima ed unica.

Aprilia AF1 Sintesi

La mia prima ed unica moto, avevo sedici anni, era per me fonte di gioia ed adorazione, ci passavo molto tempo a pulirla e lucidarla, la adoravo.

Ricordo ancora il povero babbo

cosa feci per convincerlo, cosa mi inventai perche’ me la comprasse.

La sera gli mettevo i depliant sul cuscino

i ritagli dei giornali e quanto riuscissi a trovare, in bagno, sul tavolo davanti alla tazzina del caffe alle 7,30 della mattina, gli mandavo continui messaggi subliminali, glieli facevo mandare da amici e parenti.

Sino a quando un giorno, probabilmente preso dallo sfinimento

sicuramente perche’ voleva soddisfare quel mio grande desiderio, mi disse dai Filippo andiamo a vedere ste benedetta moto.

Credetemi, non sono mai stato un bambino capriccioso, non ero quello che voleva quelle; al plurale; biciclette,  motorini non ne ho avuti.

Aprilia AF1 Sintesi

L’unico, il primo motorino

me lo presto’ il caro Zio Domenico, quando d’estate facevo il postino per guadagnare qualcosa, per non dover per forza dipendere solo dai miei genitori.

Scuserete per la precisazione ma andava fatta.

Ebbene, andammo in concessionaria

il venditore mi conosceva piuttosto bene, sapeva gia’ che moto volessi, senza indugiare gli presento’ subito un preventivo, come se avesse capito, come se avesse capito?????, che prima o poi………

Arrivo’, la mia Aprilia AF1 Sintesi mi fu consegnata con il loro furgone, erano le 18.30, circa, di un martedi, io ero sotto l’androne condominiale dalle 14/14.30, sai mai che arrivassero prima.

Uno dei giorni piu’ belli ed emozionanti della mia adolescenza

rovinato solo da una vicina particolarmente str………nza che uscì dal balcone al terzo piano, con toni sgarbati e urlando, di spegnere la moto perche’ non soportava l’odore.

L’autista del furgone mi guardò e se ne uscì con un commento che non scrivero’.

Aprilia AF1 Sintesi

Io seraficamente me la portai in fondo al cortile

la accesi, scaldandola quel tanto che bastava, con il casco ben allacciato e le luci accese anche di giorno (mitico Nico Cereghini) feci qualche giro, nelle strade interne del residence.

Ragazzi, ragazzi, che emozione, ero seduto sul mio sogno motoristico, su quella moto che avevo desiderato, su quella moto………

Non ci feci molta strada

probabilmente anche perche’ la cara mamma, appena appena ansiosa, mi faceva telefonare a casa ogni 5/10 chilometri, e dopo un po fra lo scendere e il telefonare…….

A memoria, in circa 6 anni, saro’ arrivato a 18.000 chilometri, probabilmente pochi, ma nella maggior parte dei casi me li sono goduti.

Qualche volta sul sellino posteriore

e’ salita una ragazza, saranno state tre o quattro, perdincibacco, un sedicenne con una moto e una cara signorina dietro…………. a quall’eta’ ci puo’ essere qualcosa di piu’ desiderabile??????

Le noti dolenti di quella moto

furono i numerosi problemi meccanici avuti, molti all’accensione e spegnimento in movimento, e il piu’ grave un incidente.

Avevo un “amico” fra molte virgolette, un gran montato, era tanto che voleva provarla, dopo troppe sue insistenze, cedetti, gliela prestai.

Passarono almeno due ore, forse tre, arrivo’ a piedi, dicendomi subito di aver avuto un incidente, che la moto era finita in un fosso, andammo insieme a vederla.

C’era con noi anche un altro amico, questa volta senza virgolette, la trovammo, la carrozzeria era visibilmente e profondamente danneggiata, il serbatoio quasi distrutto, le fiancate spezzate.

In tre la tirammo fuori, portandola a casa, nonostante avesse le gomme a terra.

Il giorno dopo, sul presto, dietro consiglio dei genitori di Antonio chiamai un carrozziere.

Loro avevano un colorificio che forniva carrozzerie e professionisti del colore.

Venne a prenderla, era di Sirmione, in una zona periferica, il preventivo una legnata cosmica, anche per via di problemi meccanici dovuti alla rottura del basamento.

Chiamai quello con le virgolette e, quell’immane, supremo, stronzo, mi rispose, si va bene, ma non fare il furbo pero’, non farci mettere il telefono satellitare.

Giuro, volevo andare a casa sua e dargliene tante, anche perche’; dietro consiglio dei genitori di Antonio, per farlo risparmiare, avevo carteggiato io, da solo, a mano, senza attrezzi elettrici, quello che rimaneva salvabile della carrozzeria.

La mia Aprilia AF1 Sintesi stette in officina per una quindicina di giorni, tanti per un sedicenne che quell’estate avrebbe voluto usarla, non solo per andare al lavoro (postino stagionale), ma per divertirsi.

Dopo quell’incidente la moto comincio’ ad avere i problemi meccanici su indicati, non so se la loro causa fosse da imputare a quell’incidente, ma tant’é.

Aprilia AF1 Sintesi la mia prima ed unica.

 

 

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