Villa 125 GP monocilindrica.
1968 due fratelli Francesco e Walter.
- Francesco corse ufficialmente con Ducati e Mondial conquistando tre Campionati Italiani, nel 1961 nella Classe 125 su delle non recentissime Mondial bialbero del 1957 ottenute dopo aver convinto il Conte Giuseppe Boselli conquistando tre campionati italiani classe 125 cmc, quando oramai quelle Mondial bialbero erano diventate “vecchie” coadiuvato da Giuseppe Boselli iniziava a studiare un proprio motore a disco rotante.
- Walter nel 1964 partecipava alla classe Seniores con una Mondial due tempi per poi unirsi al fratello e all’amico inziando anche lui ad occuparsi di quel motore, forse ancor più convinto del fratello dai repentini e ripetuti cambi di idee della Mondial che peraltro ne stava limitando sostanzialmente i mezzi e parti di ricambio a disposizione.
Due fratelli e il nuovo marchio “Moto Villa”.
La loro motocicletta una due tempi da corsa costruita senza ricorrere a fonti o parti altrui, pensandola esclusivamente per i corridori privati e realizzandola in un capannone alla periferia di Modena con una produzione in scala ridotta.
1965 due fratelli realizzavano il “Beccaccino”.
Che debuttava vincendo subito a Vallelunga con Walter alla guida.
1966.
Si alternavano alla guida di Mondial e delle Montesa (da loro costruite in seguito ad un accordo con la casa spagnola), seguiva a breve il totale divorzio dalla casa italiana e si riduceva l’impegno per quella spagnola quando avevano deciso di poter far da sè.
La Moto Villa debuttava in Cecoslovacchia sul circuito di Piestany con alla guida Walter da vincitore.
Villa 125 GP monocilindrica, tutto in casa.
Oltre a costruire le motociclette si occupavano anche della vendita, montava un motore due tempi con ammissione controllata da disco rotante.
- 56 X 50 l’alesaggio e corsa.
- Raffreddamento ad acqua.
- 15 : 1 il rapporto di compressione.
- 28 i cavalli a 11.000 giri/minuto.
- Carburatore da 29 mm.
- A spinterogeno l’accensione.
- Sette rapporti il cambio.
- Ceriani le sospensioni.
- Freni il posteriore della Campagnolo a disco e anteriormente dei freni da corsa con l’intenzione di montare un quattro ganasce costruito direttamente.
- Pneumatici 2,50/18.
- 80 i chilogrammi compresa la bellissima carenature.
- 200 chilometri orari la sua velocità massima.
- 900.000 Lire il prezzo di listino dei primi dieci esemplari usciti da quel capannone alla periferia di Modena, rimanendo motocicletta costruita in pochissimi esemplari ed esclusivamente per correre su una pista e non omologabile per un suo utilizzo su strade “normali”.









