Fiat 127 e i Carrozzieri Italiani.
1971 Salone dell’auto di Torino.
La Fiat 127 un’utilitaria che riscosse un certo successo, un consenso che spinse molti nostri Carrozzieri a utilizzarla come base per loro “reinterpretazioni” spinti anche dal poter avere nel caso molte parti disponibili e per un certo lasso di tempo.
Per realizzare un prototipo servivano molti denari e tempo, nel caso non trovasse un riscontro; anche minimo; per molti dei nostri Carrozzieri diventava un rischio nonostante in quel periodo gli acquirenti per un certo tipo di automobile non mancavano “costringendoli” a seguire “le mode” del periodo e in quegli anni sembravano avere un buon riscontro automobili per il tempo libero; non necessariamente da tutti i giorni; con la maggior parte degli esemplari che vedremo oggi mirare a quel tipo di mercato.
Persone che potevano spendere ma oculatamente, senza dover sborsare cifre astronomiche per avere la spiaggina con cui spostarsi dalla spiaggia alla casa di villeggiatura, una coupè per le gite domenicali, sicuri che in caso di guasti potevano reperire facilmente le parti di ricambio e sempre senza spendere chissà che cifre.
Fiat 127 e i Carrozzieri Italiani, la Carrozzeria Fissore con la Gipsy.
- Una piccola fuoristrada, compatta e utilizzabile come “fuoristrada”.
- Privata del tetto e rinforzata da una struttura portante con tubi d’acciaio e gli elementi tutti imbullonati con le parti in plastica rinforzata.
- Le portiere molto piccole e staccabili.
- Ampio il vano di carico posteriore con una capacità maggiore abbassando il sedile del passeggero.
- Comodo il parabrezza ribaltabile.
- Le coperture adatte per un uso su strade bianche.
- Bello il muso con la griglia in metallo e le feritoie per il raffreddamento del motore.
- Il piccolo paraurti verniciato di nero.
- Fra gli optional una capote, vetri laterali in plastica per poterla chiudere nelle stagioni più fredde in un pacchetto proposto a Lire 70.000.
Il suo prezzo di listino Franco Fabbrica di Lire 1.220.000.
Carrozzeria Coriasco e la Fiat 127.
- La più radicale fra le trasformazioni, l’utilitaria della Fiat diventava una coupè ben fatta da quattro posti.
- Due le porte più grandi per favorire l’ingresso e l’uscita dal sedile posteriore.
- Cerchi in lega.
- Fanaleria anteriore modificata.
- Paraurti cromati e linee “distanti” da quelle del modello utilizzato come base.
- 28 centimetri più lunga rispetto all’auto di base.
- Curato l’interno da quattro posti.
Chi la vedeva doveva leggere la targhetta esposta durante il Salone dell’auto di Torino per sapere che quella fosse in origine una Fiat 127, bella davvero per quanto mi riguarda.
Disponibile ad un prezzo di listino di Lire 1.300.000 F.F.
Proposta anche in versione familiare che era invece una versione lunga della berlina di serie.

Il portellone posteriore dotato di due pistoncini a gas, il pianale del bagagliaio rivestito in plastivil laccato tinta legno e proposta ad un prezzo di Lire 1.150.000. Lire.
Fiat 127 e i Carrozzieri Italiani Carrozzeria Moretti con un’altra versione da fouristrda la Minijeep.
- Concentrandosi sugli interni con dei sedili in similpelle e tessuto dal disegno molto particolare anatomici con quelli posteriori ribaltabili.
- La Moretti ne aumentava la strumentazione del cruscotto.
- Come per la versione proposta dalla Coriasco anche qui il parabrezza ribaltabile.
- Le sue dimensioni lunga 3,51 metri, larga 1,54, alta 1,40 e un peso complessivo di 650 chilogrammi.
- Robusto il roll bar in tubi di ferro tondi.
- forniti a richiesta le porte e una capote.
- La Moretti al Salone dell’auto di Torino portava anche una Coupè quattro posti (presentata due anni prima) con gli interni rinnovati da sedili anatomici e predisposti per il poggiatesta in velluto a coste e due fanali rettangolari in una griglia nera, la Berlina Lusso dotata di uno sportello posteriore per facilatare il carico e lo scarico e sedile posteriore ribaltabile.
Prezzo di listino di Lire 1.395.000.
Savio e la Fiat 127 la Albarella una “spiaggina”.
- Rispetto alle due precedenti aveva un cofano anteriore e il muso diversi.
- Carrozzeria in poliestere.
- Un tessuto scozzese a ricoprire i sedili che offrivano cinque posti.
- Bagagliaio rivestito in simil pelle che abbassando la seduta posteriore permetteva come per le altre un vano di carico ampio.
- In acciaio inossidabile il roll bar.
- Ancora un parabrezza abbattibile in avanti.
- Particolare il paraurti in legno di frassino verniciato come le profilature laterali.
Proposta in due versioni con la normale e la lusso.
Fiat 127 e i Carrozzieri Italiani Francis Lombardi con la sua Lucciola.
- La versione esteticamente più “vicina” alla vettura di base.
- Ma a quattro porte e lo stesso numero di vetri discendenti.
- Nuovi i sedili anatomici in grado di rendere molto più confortevole l’utilizzo e realizzati dopo un importante studio medico.
- Quattro gli strumenti del cruscotto con contagiri contachilometri indicatore del carburante ed orologio elettrico.
La 127 diventava così una berlina di lusso con un certo comfort per tutti i suoi passeggeri.
Carrozzieri Italiani.












