Carnielli & C. S.p.A.
Buongiorno, quanto leggerai ha esclusivamente come fonte la mia biblioteca cartacea con libri e riviste coeve, nulla proviene dalla rete se non alcuni LINK e/o molto raramente una fotografia con la fonte indicata che nel caso violasse dei diritti pregasi comunicarmelo nei commenti, Ti ringrazio.
La Graziella.
Chi non ne ha mai vista una o in tanti posseduta a prescindere dall’età anagrafica o dai gusti, forse una delle biciclette più famose e conosciute nonostante sia uscita di produzione da qualche anno.
Teodoro Carnielli.
Il Fondatore iniziava come meccanico di biciclette e lavorando i metalli a Vittorio Veneto in Largo Cavallotti nel 1909 ; oggi Via Vittorio Emanuele II; nel 1911 uscivano i primi esemplari di biciclette dalla nuova sede nella zona industriale di San Giacomo, nel 1917 la guerra lo costringeva a fermare la sua piccola azienda riconvertendola nella produzione di materiale bellico.
1919 Il Sig. Teodoro.
Decideva di riprendere l’attività costruendo una nuova sede con un’intuizione quando associava il suo marchio ad un ciclista che aveva lanciato fra i professionisti nel 1922, Carnielli e Il Muratore del Friuli il campione che vinceva per due anni consecutivi il Tour de France (1925 e 25), Va ricordato che agli inizi degli anni ’30 e sino ai primi ’40 la maggior parte delle biciclette venivano prodotte con il marchio Bottecchia in vari modelli con ovviamenti quelli da corsa prevalere.
Nel 1946 ingranditasi diventava Società in Accomandita e nel 1959 S.p.A.
I figli Mario e Guido.
Chiamate dal padre le due giovani leve diedero alla Carnielli & C. S.p.A. una nuova direzione, incanalandola su percorsi più moderni e riuscendo a vendere molte biciclette fuori dai confini nazionali.
Fu Guido; dopo un infortunio ed intenzionato ad allenarsi a casa; a cercare un nuovo prodotto nella Cyclette una bicicletta da camera.
La Carnielli diventava una S.p.A. Nei primi anni ’50 ed arrivava un altro prodotto iconico.
Contemporaneamente il mercato delle biciclette stavo dando segnali di una certa flessione, per ovviare iniziavano a produrre atrezzi sportivi da camera e palestra.
1953.
Quanti dottori dal medico di base al grande primario in quegli anni davano un certo consiglio sul mantenersi in forma fra le pareti domestiche ?? Erano più le case in cui c’era che quelle prive….
Arrivava la Cyclette o bicicletta da camera inventata brevettata dall’azienda del Sig. Teodoro e presentata negli anni in alcune versioni (con quel suo manubrio pieghevole compreso) vista in tanti film o cassette VHS con alcune allora note preparatrici sportive.
La Piccola poi Graziella.
Nel 1964 arrivava sul mercato una bicicletta dalle dimensioni molto contenute e pieghevole pensata per gli automobilisti, per chi voleva o doveva parcheggiare la propria automobile lontana da casa o dall’ufficio e poteva spostarsi più velocemente pedalando.
Il modello di bicicletta più noto fra qualli prodotti dalla famiglia Carniellli a Vittorio Veneto e i trecento i dipendenti.
Proposta in varie versioni:
- Tuttadoro.
- BS dotata di bloccasterzo.
- 2V e 3V (le velocità).
- Junior.
- Baby.
- Tandem.
- Tripletta.
- Riksciò.
- Swift dotata di un motore Mosquito Baby (25 chilometri orari la sua velocità massima).
La bicicletta disegnata da Rinaldo Donzelli con un telaio robusto e cerniera centrale (priva della canna centrale), piccole ruote ed una sella più imbottita di altre, smontabile e pieghevole che potevi mettere in un baule piccolo o borsa visti i soli 16 chilogrammi di peso e da piegata occupava uno spazio di 75X60X30.
La Rolls-Royce di Brigitte Bardot così diceva la pubblicità su molte riviste del periodo, uno slogan sicuramente indovinato che diede una grande visibilità al prodotto e marchio.
1971 “la reinventata da Carnielli”.
La Graziella veniva rivista; aggiornata; con ruote di diametro maggiorato, un nuobo telaio più grande e robusto che si adattava meglio alle persone più alte e robuste, un portapacchi bianco nei colori bianco panna o oltremare e infine; sempre nuovi; il manubrio e il campanello in metallo cromato con una G stilizzata a sbalzo su un esagono allungato blu.
Serviva altro, il mercato continuava a dare segnali inequivocabili.
Le novità disponibili nel 1968:
- La Bicyclette (versione più silenziosa della Cyclette e con il manubrio che si inclinava muovendo i pedali).
- Relaxette attrezzo per mantenere la linea brevettato.
- I vogatori Skiff e Gym.
- Slitte e bob per i papà ed i figli.
- Punching-ball.
- Con altri attrezzi per ginnastica da camera (ampliavano la produzione iniziata nei primi anni ’50).
- Velosci la bicicletta della neve.
Sempre mantenendo la produzione di biciclette classiche per ogni membro della famiglia, da uomo, per la mamma, i figli (più quelle da fuoristrada per i più piccoli) e continuando con quelle da corsa.
Le nuove selle Dolomiti e Sofia.
La prima montabile su biciclette e motociclette con la seconda essere più confortevole delle tradizionali, nello stesso periodo dallo stabilimento uscivano anche cerchi e parafanghi per biciclette e motocicli.
Era cresciuta, tanti i negozi in Italia.
Fuori dai confini nazionali era presente in molti paesi (Germania, Francia,Svizzera, Belgio, Olanda, Austria, Regno Unito, USA, Grecia, Venezuela, Libano, Sud Africa, eccecce) con l’esportazione diretta o la concessione di licenze sulla produzione dei suoi brevetti.
1997.
Il settore (e il brand) cicli veniva ceduto, continuavano a concentrarsi sull’home fitness sino ad arrivare a quanto indica questo LINK https://www.unioncamere.gov.it/imprese-storiche/carnielli-fitness-srl-liquidazione.











