Minarelli 125.
Angel Nieto e il mondiale velocità del 1980.
Una 125 capace di raggiungere la ragguardevole velocità massima di 218,600 chilometri orari e questo era il dato indicato in quel periodo per la più veloce 125 esistente.
Il telaio monoscocca in lamierino di acciaio con una struttura in tubolare che parte nella zona vicina al canotto di sterzo e prosegue in basso per sostenere il motore nella sua parte davanti e il radiatore (1,5 i litri di acqua come capacità), Verlicchi a realizzare il primo telaio della versione 1978-79 su precise indicazioni della Minarelli, nel 1980 appariva il primo monoscocca in acciaio, nel 1981 tre i telai impiegati per le gare con Nieto avere a dispozione un monoscocca in due diversi materiali acciaio e l’altro in duralluminio e Reggiani preferire un monoscocca in acciaio.
Due carburatori visibili sui fianchi del motore.
Forcella teleidraulica della Marzocchi ad aria con molle di soccorso (foderi in magnesio e le canne da 32 mm in acciaio).
Frenata idraulica con un apparato esterno per la regolazione.
E già qui forse ho reso l’idea su che razza di motocicletta fosse.
Minarelli 125 ancora qualche informazione.
Marzocchi gli ammortizzatori del tipo ACX a gas teleidraulici con corpo in magnesio e un doppio sistema di regolazione per la frenatura ideaulica in compressione ed estensione.
Zanzani i dischi dei freni con davanti due da 220 di diametro e un solo dietro da 210 mm, Brembo serie oro le tre pinze in dotazione con pistoncino singolo, pompa del freno Brembo serie Oro sull’anteriore e dietro una diversa in alluminio prodotta in Spagna e modificata dai tecnici Minarelli.
E passiamo agli strumenti visibili dal pilota con della Veglia Borletti il termometro per misurare la temperatura dell’acqua del raffreddamento, della Krober il contagiri elettronico con indicati 16.000 max con nelle intenzioni sostiutirlo con uno nuovo della Veglia Borletti e sempre elettronico.
I tappi delle canne della forcella sulla piastra superiore con valvoline per il pompaggio di aria.
Electron il materiale delle ruote prodotte dalla noto azienda Campagnolo, cinque razze e un peso da 3,5 chilogrammi ognuna.
Pneumatici tubeless slick della MIchelin per Nieto e per Reggiani delle Dunlop.
La Ballanti di Bologna scelta per produrre serbatoi, selle, carenature disegnate dai tecnici del reparto corse della Minarelli, il materiale vetroresina o in alternativa kevlar.
La Minarelli Corse nel 1981.
Il commendator Vittorio Minarelli come amministratore unico e fondatore.
Michele Verrini in qualito di Direttore Sportivo.
L’oloandese Jan Theil come P.R. a curare le relazioni esterne con giornalisti ed altro per la Minarelli.
Martin Mijwaart altro olandese come meccanico del reparto corse che diede uin importante contributo nella realizzazione del telaio monoscocca in duralluminio utilizzato da Nieto (i due olandesi li avevamo già visti con la Jamathi in un mio post precedente).
Pierino Capelli un altro meccanico.
E siamo finalmente al motore della Minarelli 125.
Gruppo termico con coppia di cilindri in lega leggera inclinati in avanti di 35°, canne trattate al Gilnisil, alesaggio e corsa 44X41 mm, cilindrata effettiva 124,62 cmc, teste in lega leggera con camere di scoppio riportate, Champion NS-502 le candele, rapporto di compressione 14 : 1, 45 cavalli a 14.700 giri/minuto la potenza massima.
I due carburatori delle Dell’Orto PHSA concentrici, 29 mm il diffusore, corpo in electron, ogni vaschetta dotata di due gallegianti separati.
Cambio (tre quelli disponibili con differenti rapportature) da sei rapporti.
Accensione elettronica della Krober.
Al piombo la batteria da 9 Ah e in alternativa un accomulatore al nickel-cadmio.
Frizione a secco.
Consumo 10 chilometri con un litro di benzina.
La lubrificazione del motore con miscela al 2% di olio super sintetico.
Le camere di espansione dei tubi di scarico realizzate direttamente tramite delle matrici in metallo pieno.
Peso.
La versione della moto completa di telaio tubolare raggiungeva i settantanove chilogrammi, quella con il monoscocca gli ottantadue.
Serbatoio.
Con una capacità di 15 litri.
Minarelli 125 e il mondiale dell’anno 1980.
Italia Gran Premio delle Nazioni.
Nieto aveva problemi con un casco troppo grande che gli diede non pochi problemi, Reggiani corse una buona gara.
In Spagna.
Non partecipava Reggiani da non accettato dagli organizzatori, Nieto si ritirava al terzo giro a causa di un bloccaggio della ruota posteriore quando era al comando della corsa.
Francia.
Primo Nieto e Reggiani terzo, in quell’occasione veniva rilevata la velocità massima indicata poco sopra.
Jugoslavia.
Si ritirava Nieto da dominatore della corsa dopo la rottura di un pignone della trasmissione primaria, Reggiani nonostante la partenza da trentesimo arrivava terzo.
Olanda.
Primo Nieto e terzo Reggiani.
Belgio.
Stesso esito della gara in Olanda.
Svezia.
Ancora vincitore Nieto, Reggiani si ritirava dopo una caduta al terzo giro.
Inghilterra.
Vinceva Reggiani, Nieto rompeva il cambio.
Cecoslovacchia.
Nieto si ritirava quando era ancora una volta in testa dopo la rottura del carburatore destro, a Reggiani al primo giro si rompeva l’accensione, in quella gara anche Maurizio Massimiani che arrivava secondo.
Germania.
Nieto secondo da primo fino ad avere problemi all’ultimo giro ad una candela, Massimiani quarto e l’ennesimo ritiro per Reggiani per problemi ad un carburatore staccatosi.
Ma da dove arrivava quella poderosa Minarelli 125, facciamo qualche passo indietro di pochi anni.
Partendo dai primi anni ‘70 con la Minarelli partecipare ad aclune corse nelle classi 50 e 125 ed avere come pilota Ermanno Giuliano che periva tragicamente nel 1978.
1977 e una decisione importante.
Presa da Vittorio Minarelli; quella di voler partecipare alle competizioni con un importante piano di investimenti; convinto che fosse la miglior pubblicità possibile e nonostante il figlio Giorgio non ne fosse così convinto.
Al reparto corse veniva data una totale autonomia.
Con tecnici e struttura separata, formando anche una società separata con presidente il Commendator Vittorio e come consigliere il progettista Ingegner Jorg Moeller (era anche direttore tecnico e sportivo).
Il pilota Pierpaolo Bianchi che nel 1977 portava il secondo titolo mondiale Classe 125 per la Morbidelli e arrivava secondo nel Campionato Italiano.
I meccanici Daniele Battaglia e Alberto Bianchi (padre di Pierpaolo).
Graziano Carpanelli con compiti da organizzatore.














