Shifty 900.
Il motore della Fiat 127.
Con una potenza che passava da 45 a 50 cavalli grazie ad un nuovo filtro dell’aria e il gruppo dello scarico quattro in due.
Stesso il cambio con schema di innesto ad H della 127 (non a cascata come di consueto), per innestare la prima e la seconda si spostava con il piede la leva all’esterno premendo in avanti per la prima e indietro la seconda idem per la terza e quarta marcia sempre passando per la folle, a 140.000 Lire fra gli otpional un elettromagnete per preselezionare i primi due rapporti azionabile con un pulsante on off vicino alla manopola del gas.
150 chilometri orari la velocità massima.
Batteria a sinistra e alternatore a destra rendevano più pesante lo sterzo specie quando si circolava in una città o zona con intenso traffico.
Shifty 900 dal verbo inglese to shift (cambiare, spostare).
Spostare il motore della propria auto ad una motocicletta in tempi brevi adattandolo; nel caso; con costi ridotti, cosa fattibile per un qualsiasi bravo meccanico che poteva trovare rapidamente tutti i pezzi di ricambio e a prezzi contenuti, lo stesso che doveva bloccare la retromarcia (ripristinabile con un comando manuale).
Shifty 900 chi la progettò e presentò al Motosalone di Milano del 1979.
Il padovano Ugo Grandis perito industriale diplomatosi alla Scuola Tecnica Superiore in precedenza aveva collaborato con la Chrysler Corporation Sudafricana realizzando dei prototipi e alcune varianti su modelli di serie prodotti in quelle zone, tornato in Italia progettava la Shfty 900 che veniva assemblata nello stabilimento di Busa di Vigonza in provincia di Padova con una previsione di circa 100 modelli all’anno con molti essere destinati al mercato spagnolo e a quello inglese.
Veniva prodotta dal 1977 al 1982 quando cessava l’attività per fallimento in una settantina di esemplari e Grandis periva nel 1998 a 56 che ne aveva tenuto un esemplare poi venduto dai suoi eredi ad un precedente cliente di Bolzano.
Di serie e gli otpional.
Impianto frenante formato da tre dischi forati prodotti dalla Brembo, Il freno a disco posteriore come optional nello stesso pacchetto dei cerchi in lega (di serie era a tamburo) proposto a Lire 415.000.
Sella di origine Benelli bloccabile con un gancio a fibia.
Altri optional allora acquistabili.
Ammortizzatori a gas Lire 68.000, tubi paracolpi per il motore Lire 37.000, distribuzione con cinghia in gomma Lire 55.000.
Un unico carburatore Weber 30 IBA22 o in alternativa un Solex C30DI.
Di serie il cupolino e il faro da 180 mm con lampada alogena.
Strumentazione con il crusctto preso dalla Fiat 127 Special con contagiri elettronico fissato al telaio come possiamo vedere in una delle fotografie di oggi.
Accensione con pulsante sulla manopola destra, la chiave di accensione è inseribile sotto il cruscotto ed ovviamente di origine automobilistica.

Con una chiave facilmente reperibile così come il blocchetto di accensione, nuovo o da uno sfasciacarrozze.
Il vero serbatoio montato nella triangolatura centrale del telaio di una Fiat 500 primo tipo, dotato di tappo con serratura (foto qui sotto).
Cerchi integrali fra gli optional.
Di serie cerchi a raggi della Borrani.
Nel falso serbatoio una generosa culla superiore per il motore e un supporto per la batteria.

Il quadro completo degli strumenti era fra i pezzi di ricambio disponibili ad un prezzo di Lire 147.400.
Bobina, batteria e radiatore della Fiat 127.
Pompa della benzina elettrica di serie.
Frizione di serie.
Monodisco a secco autregistrante con molla a disco.
I colori di serie.
Rosso, azzurro metallizzato, nero.
Retrotreno della Laverda 750 SF.
Marmitte prese dalla Moto Guzzi 1000 SP.
Prezzo di listino.
Lire 5.040.000 Iva compresa.
Cavalli fiscali.
12 con tassa annua di circolazione di Lire 19.410 nel 1981.
Shifty 900 il motore.
Lo stesso che la Fiat montava sulla 127 la Panda 45 e la A 112, con una evidente facilità nel poter reperire pezzi di ricambio e trovare officine capaci di metterci velocemente le mani nel caso, era opzionabile quello montato sulla A112 Abarth da 70 cavalli.
Telaio.
A doppia culla chiusa in tubi con sterzo su cuscinetti a rulli conici inferiormente e a sfere superiormente con perno forcellone su rullini ingabbiati, 35,5 chilogrammi di peso.
Sospensioni.
Forcellone Marzocchi con steli da 38 mm e corsa utile da 140, ammortizzatori idraulici sempre della Marzocchi regolabili su cinque posizioni e corsa utile di 90 mm.
Pneumatici.
Davanti 3,50 H18 e sul posteriore 120/90H18 con di serie dei Pirelli Gordon MT18.
Impianto elettrico.
12volt con alternatore e raddrizzatore elettronico della Magneti Marelli 12V 45A, della FIAMM la batteria 6 IF 5P 32 Ah, davanti un faro Bosch 180 mm di diametro con lampada alogena H4 60/55W e dietro un fanalino CEV con lampada 5/21W.
Dimensioni.
Lunga 2290.
Interasse 1570.
Larghezze del manubrio 810 del motore 715 e delle pedane 680.
Altezze del manubrio 1120 della sella 820 massima 1330 e minima da terra 175.
Shifty 900 alcune delle motociclette concorrenti.
Benelli 900 Sei ad un prezzo di listino Franco Fabbrica Iva compresa a Lire 5.467.500.
BMW con le R100 RS 1000 a 6.990.000 Lire e la R 100 RT a 7.200.000 Lire.
Ducati con le MHR 900 a 5.751.000 Lire, la SS 900 a 5.157.000, SD Darmah 900 a 4.928.000.
Honda con le CBX 1000 a 6.200.000, CB 900 F a 5.229.000.
Kawasaki e le Z 100 a 4.725.000 la Z1 R 1000 a 5.265.000, ST 1000 a 5.400.000, Z1300 a 6.750.000.
Laverda con la 1200 tre cilindri a 5.485.150, e la 1200 TS a 5.911.000.
Moto Guzzi Le Mans 850 II a 5.150.250, Convert 1000 a 4.900.000, SP 1000 a 4.684.000, T4 850 Lire 4.482.000.
Suzuki con le GS 1000 E a 5.413.500 la GS 850 a 5.008.500 e la terza GSX 1100 a Lire 6.453.000 con i prezzi essere “chiavi in mano”.
Yamaha e la sola XS 1100 a Lire 5.495.500.
Moto e motori da auto.














